CHI SIAMO

Inaugurato nel 2006 dall'Amministrazione Comunale di Chiusa di San Michele, il Planetario sorge all'interno dell'antica Cappella di San Giuseppe, acquisita nel 1998 dai precedenti privati titolari dell'edificio, caduto in rovina e successivamente restaurato.

 

La struttura esterna è quella originaria, con l'eccezione della scala d'accesso, un tempo sul lato frontale ed ora ricavata sul fianco occidentale, e della decorazione in ferro battuto al culmine del tetto rappresentante due orbite intrecciate di pianeti in luogo della croce che c'era precedentemente. Sulle pareti esterne poi si scorgono ora molte variegate decorazioni fino a inizio 2000 ricoperte da uno strato uniforme di pittura bianca. 

L'interno, prima diviso in due locali sovrapposti, è ora interamente occupato dalla struttura metallica del planetario, completamente indipendente dalla tessitura muraria circostante: nella parte superiore trova posto la cupola e la zona proiezione del planetario stesso, mentre nel seminterrato risultano visibili gli scavi effettuati dal 2003 che hanno portato alla luce le antiche fondazioni risalenti, secondo gli archeologi, ai secoli VI e VII, tali da far presumere la collocazione dell'edificio, strutturato peraltro a foggia di fortino, all'interno del celebre sbarramento attraverso la valle più conosciuto come "muro longobardo".


Col trascorrere dei secoli dell'antico baluardo rimase soltanto un rudere nemmeno più considerato nelle mappe e nei catasti più antichi, se non per il Pilone del Crocifisso che qui sorgeva. 

Non suscita perciò stupore il fatto che quando il chiusino Carlo Cantore nel 1831 acquistò il terreno su cui avrebbe edificato la sua cappella, il sito in catasto fosse semplicemente definito “campo”. SI ha un primo accenno dell'edificio in un progetto risalente al 1855: in occasione dei lavori inerenti la vicina strada del Mulino, infatti, si fa riferimento allo spigolo ovest della “Capella in costruzione di proprietà di Carlo Cantor”. 

Esso ritorna nelle cronache una trentina di anni dopo, in occasione di un momento difficile per la comunità chiusina: nei primi anni '80 del XIX secolo, infatti, due epidemie, la prima di difterite e la seconda di colera, mieterono numerose vittime in paese, tanto da spingere l'amministrazione di allora a convertire l'edificio in un lazzaretto, vista la sua distanza dal centro abitato. Il Comune ricostruì quindi di sana pianta i voltini che reggevano il pavimento con 3400 mattoni, ristrutturando parte della muratura verso nord ed est e rifacendo tre anni dopo la copertura del tetto in lamiera di zinco. 

Tale pavimento sarà smantellato per l’installazione del Planetario nel 2004, mentre si conserveranno ancora le due lunghe putrelle di acciaio che ne reggevano i mattoni.

La cappella Cantore raggiunse finalmente lo scopo per il quale era stata pensata ed eretta dal suo defunto costruttore solo nel 1916 grazie a Clara Cantore, figlia di Carlo e ultima di otto sorelle e due fratelli, che una settimana prima di morire ebbe la gioia di vedere la cappella di suo padre benedetta dal Priore don Borello su delega del Vescovo che non aveva potuto intervenire per la pioggia dirotta. Era il 10 maggio 1916 e, finalmente, a 80 anni da quando Carlo Cantore aveva acquisito il rudere dell’antico fortilizio con la precisa intenzione di farne una cappella a S. Giuseppe, il progetto diveniva realtà.


Qui si celebrerà Messa fino agli ultimi anni ’50 alla consueta ricorrenza di aprile della festa del “Patrocinio di S. Giuseppe” o in occasione di richieste specifiche a don Paolo Borello, il sacerdote beneficiario dell’antico Beneficio Genta che affiancava il Priore nella cura pastorale del paese.


Subentrerà in seguito uno stato di grave degrado e abbandono progressivo della cappella, almeno fino al 1998, quando il Comune entrò in possesso dell’edificio per usucapione, ponendo in sicurezza il tamburo superiore l'anno successivo.


Con il nuovo millennio il Comune promosse un innovativo progetto finanziato dalla Regione e destinato a ridare nuova vita al travagliato monumento, grazie a uno Studio di fattibilità denominato “Un trenino chiamato Desiderio ovvero la strada segreta del diacono Martino”, che interessava i Comuni di Condove, Chiusa e Caprie.


Per l’antica cappella la nuova destinazione d’uso era ormai cosa fatta: sarebbe divenuto un Planetario, ossia un edificio all’interno del quale montare una piattaforma completa di poltroncine per il pubblico e di cupola soprastante su cui proiettare le immagini della volta stellare.
 

Il nuovo Planetario, ormai completato nel suo odierno aspetto, venne inaugurato ufficialmente il 10 giugno 2006.

Nell'ottobre del 2021 la gestione dell'edificio è affidata dal Comune a B:Factory A.P.S., con la consulenza e la supervisione dell'Associazione Astrofili Segusini A.P.S. - A.A.S.

Associazione Astrofili Segusini A.P.S. - A.A.S. 

B:Factory
A.P.S.

Comune di
Chiusa di San Michele